sabato 30 gennaio 2016

LA CORRISPONDENZA 1


Olga Kurylenko

Olga Kurylenko


La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles:
L’homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l’observent avec des regards familiers.

Comme de longs échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les parfums, les couleurs et les sons se répondent.

Il est des parfums frais comme des chairs d’enfants,
Doux comme les hautbois, verts comme les prairies,
- Et d’autres, corrompus, riches et triomphants,

Ayant l’expansion des choses infinies,
Comme l’ambre, le musc, le benjoin et l’encens,
Qui chantent les transports de l’esprit et des sens.

(Charles Baudelaire, Les fleurs du mal, IV Correspondances, 1857).


Il cielo di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova

Giuseppe Tornatore



La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che sono vivi,
una foresta di simboli che l'uomo
attraversa nei raggi dei loro sguardi familiari.

Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un'unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.

Profumi freschi come la pelle d'un bambino
vellutati come l'oboe e verdi come i prati,
altri d'una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine- così
l'ambra e il muschio, l'incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.


Olga Kurylenko e Jeremy Irons




"-Ogni giorno il sogno che una volta conoscerò qualcuno. Ah! Se solo sapeste quante volte mi sono innamorato in questo modo!
-Ma come, di chi?
-Di nessuno, di un ideale visto in sogno. In sogno creo dei romanzi interi."
(Fëdor Dostoevskij, Notti Bianche).






“La corrispondenza è soprattutto una storia d’amore …” dice Giuseppe Tornatore del suo ultimo film e mi colpisce quel “soprattutto”, perché vuol dire che chiunque volesse vedervi “solo” una storia d’amore non coglierebbe le infinite sfumature di questo film e, d’altra parte, l’amore è la chiave fondamentale per comprendere questa nuova storia che il grande regista italiano vuole narrarci.
Una storia d’amore alta, sublime, intensa, “stellare” (è il caso di dirlo), ma si tratta soprattutto di un amore per corrispondenza, di un amore che in gran parte si consuma “virtualmente”, attraverso bigliettini, mazzi di fiori, sms, telefonate, cd con messaggi videoregistrati, conversazioni su Skype … solo nella prima scena i due protagonisti si vedono insieme e si tratta di un saluto dopo un incontro fugace in un albergo, un saluto che a posteriori potremmo dire straziante, perché sarà l’ultimo che i due si scambieranno di persona e forse l’ultimo in cui entrambi sono ancora vivi.
Per il resto, si intuisce che questo amore a distanza, quando avverte l’esigenza di fisicità, faccia incontrare Amy ed Ed (così si chiamano i due innamorati), in qualche hotel o per periodi un po’ più lunghi e certo più intimi, nella casa di lui nel lago d’Orta, un piccolo gioiello di romanticismo, incastonato fra la Valstrona e la Valsesia, in Piemonte.
E non potrebbe essere diversamente per un amore che nasce fra due persone separate da più di trentanni di differenza di età e di cui uno, Ed, non è libero, è sposato e ha due figli, la maggiore è persino di tre anni più vecchia della sua giovane amante, mentre il figlio più piccolo è un ragazzino in età scolare.


Olga Kurylenko

Olga Kurylenko

Giuseppe Tirnatore


Ed è un docente universitario di astrofisica, di fama internazionale, mentre Amy è una studentessa fuori corso di Astronomia, si incontrano nelle aule universitarie ed è li che presumibilmente scocca la scintilla fra loro due; ma non si tratta semplicemente di una banale infatuazione dell’allieva per il maestro per quanto riguarda lei, o una altrettanto banale crisi di mezza età che porta il maschio in declino alla ricerca di carne giovane per dimostrarsi di essere ancora piacente e “potente”.
Qualunque sia il sentimento che lega queste due persone non è niente di banale, niente che possiamo liquidare con i miseri pregiudizi del moralismo, fin dalle prime parole, dai primi sguardi dalle prime ardenti carezze ti rendi conto che li lega una scintilla divina, che una folgorazione li accende e fa si che ardano l’uno per l’altro.
Edward Phoerum è una figura faustiana, uno studioso che ha trascorso tutta la sua vita ad osservare le stelle, le galassie, i buchi neri, tutto ciò che si trova a distanze immense da lui, trascurando quasi del tutto di far caso alle cose vicine; certo, questo non gli ha impedito di fare una splendida carriera universitaria, di divulgare le sue ricerche riscuotendo un certo successo e un certo rispetto nella comunità degli studiosi della sua disciplina e fra i suoi allievi, una persona estremamente soddisfatta dei suoi risultati scientifici, sicura di sé e del valore del suo lavoro, è riuscito anche a sposarsi, ad avere dei figli e ad essere anche un marito e un padre accettabile, anche se non sempre presente, ma non è mai stato felice.
Amy Ryan, questa giovane e bella ragazza di meno di trentanni è la sua felicità, tutti quelli che lo conoscono, i suoi amici ed anche la sua stessa figlia se ne rendono conto, gli occhi non gli si sono mai illuminati così, nemmeno quando guardava le stelle, ed Amy è certamente la sua stella più splendente, quella che splende soltanto per lui.


Jeremy Irons

Jeremy Irons e Olga Kurylenko

Giuseppe Tornatore


Lei, Amy, vede in lui un bell’uomo, ancora attraente e molto affascinante, uno che riesce a stimolare non solo il suo corpo ma anche la sua intelligenza, da pari a pari, senza farle sentire il peso dei suoi anni e della sua esperienza, uno che con orma lieve traccia orme profonde nell’animo di lei, ma soprattutto un uomo molto attento e innamorato, qualcuno che la fa sentire amata, qualcuno che è felice che lei esista e si ritiene fortunato per averla incontrata.
Se cominciate a pensare che si tratti soltanto di un amore virtuale, che La corrispondenza sia la ricostruzione di un amore eccezionale basato quasi esclusivamente su uno scambio di missive, anche se non odorano di carta pregiata e d’inchiostro, come accadeva un tempo, come era d’uso fra i grandi letterati dei due secoli appena trascorsi, dei loro amori nero su bianco, delle loro parole tenere e strazianti, scambiati con donne (o uomini) eccezionali, che hanno saputo rispondere tono su tono, siete fuori strada.
Questo film non parla soltanto di un amore epistolare, o della reciprocità di sentimenti testimoniata da alcuni supporti silicei digitali, come vogliono i nostri giorni, parla anche e soprattutto di una corrispondenza di anime, di una affinità elettiva fra due esseri umani, della scoperta che da qualche parte esiste qualcuno che è strettamente legato al nostro destino dalle stelle.
E sono, infatti, le stelle a farli incontrare, la comune passione per l’astronomia, in particolare per l’astrofisica a legarli, anche se questo avviene relativamente tardi nella vita di lui, e gli lascia solo poco tempo (quei pochi anni di vita che gli rimangono) per poter godere dell’evento più grande capitatogli in tutta la sua esistenza.


Olga Kurylenko

Olga Kurylenko



Pur nella loro particolarità e peculiarità, nessuno dei due è una persona straordinaria ed eccezionale se non per l’altro che lo guarda con gli occhi dell’amore; Ed è un professore brillante, intelligente, ancora piacente, benestante, ma non è un genio, e certamente Amy potrebbe trovare uomini più giovani e più belli di lui da amare, la ragazza poi sembra più quella della porta accanto, che indossa vestiti ordinari anche comodi senza curare molto l’eleganza e senza sottolineare troppo la bellezza del suo corpo.
Solo in un paio di occasioni, quando è accasciata nuda nella doccia o quando esce nuda da un calco artistico di gesso ti accorgi che ha un fisico straordinario, di una bellezza cruda che è quasi dolorosa a vedersi, non è la bellezza felina e sinuosa di una vamp, ma quella di un fisico dalle belle forme piegato dal dolore, e fa riflettere che le uniche occasioni in cui è nuda siano eventi spiacevoli.
Non si tratta dunque dell’amore fra persone straordinarie, un perdere la testa per un essere eccezionale, ma di un rapporto basato su corrispondenze puntuali di segrete e misteriose congiunture, di arcane affinità, di correnti di reciproca attrazione e simpatia, in molti casi ancora oscura a loro stessi, tutta da svelare, che può fare persino paura … non a caso il film si apre con la trattazione quasi divertita del mistero che sono l’uno per l’altro e dei numerosi “doppi” che ciascuno di loro possiederebbe.
Non è, per intenderci, il professore che perde la testa per la bella gnocca che lo fa sentire ancora maschio, anzi preferito ai maschi più giovani, o l’allieva che perde la testa per il professore pieno di fascino e di sapienza, nelle cui pieghe delle parole scorge verità ancestrali che vengono comunicate solo agli iniziati; si tratta piuttosto di quel colpo di fulmine che, se sei fortunato, ti capita una volta nella vita.


Olga Kurylenko

Olga Kurylenko


Non so perché entrambi decidano di accontentarsi di vivere frammenti di vita insieme, perché non risolvano di coabitare, di vedersi più spesso, forse lui non vuole alterare gli equilibri della sua vita, forse è lei che in un atto di amore estremo ritiene di non voler forzare su questo punto, che questa decisione spetti soltanto a lui e di volerselo godere per ciò che lui decide di concederle, e in ogni caso pensa che ciò che le concede sia per lei non sufficiente, che in amore non esiste la sufficienza, ma appagante.
Ai due non rimane che un rapporto virtuale in cui vedi sempre immagini dell’altro, filtrate da una webcam, accarezzi monitor invece di sfiorare dita, guance e mani e baci più volte la superficie del tuo cellulare invece che calde e succose labbra e dove già un biglietto, una cartolina, una lettera o un mazzo di rose diventano un feticcio, perché l’ha scritto di suo pugno, l’ha toccato.
C’è chi pensa che l’amore virtuale non sia amore, l’essere umano si contraddistingue specialmente perché vuole sindacare su tutto, vuole spaccare il capello in quattro su ogni questione, succede per la bazzecole, figuriamoci per l’argomento che “move il sole e l’altre stelle”.
Ecco che a tutti i livelli legioni di soloni sono pronti a dirti cosa è e cosa non è l’amore, trovi chi ti dice che farlo col preservativo non è amore, poi spunta anche quell’ex presidente che dice che il sesso orale non è amore, ma una specie di passatempo, quell’altro che ti dice che le esperienze fatte in adolescenza non sono amore, o quell’altro ancora che sostiene che il tradimento non sia amore, ma uno sfogo necessario che ha lo scopo di rafforzare il matrimonio, o pure chi ti suggerisce che il tradimento si può perdonare, perché il perdono è diventato tanto di moda.


Il cielo stellato sul Foro Romano

Lago D'Orta


Di recente a Milano stavamo discutendo di una signora che viene in analisi con alcuni miei colleghi, ad un certo punto la collega che presentava il caso ci dice che in una delle ultime sedute la sua paziente le ha detto di essersi innamorata di un uomo, solo che lui è sposato; periodicamente, continuava la mia collega, questa donna si innamora di uomini "sbagliati", c’è stato quello attaccato alle gonne di mammà alla tenera età di 50 anni, quello violento, quello che abitava distante, quello squilibrato, quello che la prendeva in giro, quello che si approfittava di lei e ora quello sposato.
Un caso da manuale di donna che si lancia in “amori impossibili”, si tratta di amori che non trovano realizzazione, amori che sono come quelle equazioni senza soluzione, che o non si proclamano per nulla, rimanendo allo stato larvale e nutrendosi di sospiri, o che quando si proclamano cadono nel vuoto.
Secondo Michele Minolli e Romina Coin:

“Gli amori impossibili testimoniano la sofferenza umana correlata con l’illusione e il fraintendimento dell’avvicinarsi quando l’altro si allontana e di allontanarsi quando l’altro si avvicina. Indicano la drammaticità del rapporto dell’Io-soggetto con i propri desideri, perché manifestano un’apparente «intenzionalità», ipotizzabile dall’esterno, la dove risulta nei fatti non esserci strada d’accesso o possibilità di realizzazione”.
(Amarsi, amando. Per una psicoanalisi della relazione di coppia, Borla, Roma, 2007, p. 155).

A quel punto quasi ciascuno di noi si è sentito in dovere di ricordare come similitudine qualcuno dei suoi pazienti, ma la trafila era sufficientemente ampia da far passare anche alcuni amici e conoscenti, e persino qualche episodio personale di cui però si fa fatica a condividere; è incredibile come esistano molte persone che con le faccende d’amore proprio non vogliono averci più niente a che fare o che quando ci hanno a che fare, lo fanno in maniera disastrosa per loro stessi e per gli altri.
Gli esempi vertevano soprattutto su casi di persone che si innamorano di gente già sposata, o che abita a distanze considerevoli (incontratasi di persona in vacanza o per motivi di lavoro o, ancora, virtualmente attraverso i social network che mettono in connessione persone che abitano in posti diversi), o con una considerevole differenza di età di estrazione sociale e culturale, o ostacolati dalla famiglia, dalla morale o dalle leggi di un luogo, o che non corrispondono ai tuoi sentimenti ma questo non scoraggia affatto l’innamorato che insiste sulla storia d’amore e interpreta in maniera delirante i rifiuti e l’indifferenza.
È, quest’ultima, l’antica diagnosi di erotomania, o di ninfomania per le donne e satiriasi per gli uomini, di cui hanno scritto pagine indimenticabili Jacques Ferrand in Maladie d'amour ou mélancolie érotique, Gaëtan Gatian de Clérambault in Les psychoses passionelles, Sigmund Freud in Alcuni meccanismi nevrotici della gelosia, paranoia e omosessualità e Jacques Lacan nella sua tesi di dottorato sul caso di Marguerite Pantain che egli cela sotto lo pseudonimo di Aimée.

[Continua]


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