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Visualizzazione dei post da Giugno, 2014

¡HASTA PRONTO!

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Iba tocando mi flauta
a lo largo de la orilla;
y la orilla era un reguero
de amarillas margaritas.

El campo cristaleaba
tras el temblor de la brisa;
para escucharme mejor
el agua se detenía.

Notas van y notas vienen,
la tarde fragante y lírica
iba, a compás de mi música,
dorando sus fantasías,

y a mi alrededor volaba,
en el agua y en la brisa,
un enjambre doble de
mariposas amarillas.

La ladera era de miel,
de oro encendido la viña,
de oro vago el raso leve
del jaral de flores níveas;

allá donde el claro arroyo
da en el río, se entreabría
un ocaso de esplendores
sobre el agua vespertina...

Mi flauta con sol lloraba
a lo largo de la orilla;
atrás quedaba un reguero
de amarillas margaritas...
(Juan Ramón Jiménez, Iba tocando mi flauta)

¡HASTA PRONTO!


UN GRAFFIO IN TESTA 1

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GRAFFIO  שריטה GRAFFIATO עשויכלאחריד UN GRAFFIO IN TESTA  שריטהבראש


«405. Maschere. Ci sono donne che, per quanto la si cerchi in loro, non hanno interiorità, sono pure maschere. È da compiangere l’uomo che ha a che fare con tali esseri quasi spettrali, necessariamente insoddisfacenti; ma proprio esse possono eccitare al massimo il desiderio dell’uomo: egli cerca la loro anima – e continua a cercare». (Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano I, 405).


Qualche anno fa un mio caro amico mi inviò, ritenendo che io potessi esserle più utile di quanto lo fosse già lui, una sua conoscente che stava attraversando un periodo difficile; i problemi che lei gli confidava, infatti, a suo parere necessitavano dell’ausilio di uno “specialista”. Non è una prassi inconsueta che qualcuno dei miei amici mi invii un suo amico o un conoscente o persino un parente, capita anche molto spesso; nel mio lavoro mi succede che le persone giungano per le vie più disparate al mio studio. La stragrande maggioranza mi giu…

TU ME FAIS TOURNER LA TÊTE

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FRAU PETRA

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[Zeús] comandò all'inclito Hḗphaistos che subito impastasse terra con acqua e vi infondesse voce umana e vigore, e il tutto fosse d'aspetto simile alle dee immortali, e di bella, virginea, amabile presenza. E quindi che Athēnâ le insegnasse le arti: il saper tessere trame ben conteste. Di spargerle sul capo grazia, ordinò all'aurea Aphrodítē, tormentosi desideri e le pene che struggono le membra; e ad Hermês, messaggero Argeiphôn, di darle un'indole ingannatrice e l'anima di una cagna. Così egli parlò; ed essi obbedirono al sovrano, il cronide Zeús. E senza indugio, l'inclito ambidestro plasmò con la terra un'immagine simile a una casta fanciulla, per volere del cronide; Athēnâ occhi azzurri le annodò la cintura e l'adornò; attorno al collo le Chárites e la veneranda Peithṓ le misero aurei monili; la incoronarono le Hôrai, chiome fluenti, con fiori di primavera; sul corpo le adattò ogni ornamento Pallàs Athēnâ. Quindi, nel suo petto le infuse, l'araldo Argeiphôn, le …