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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

TE AMO - TE QUIERO - TE QUILA

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... E VOI NON SIETE UN CAZZO!

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Settecento metri quadri!  Ah... me dispiace, ma io so' Ior ... e voi non siete un cazzo!

C'era una volta un Re cche ddar palazzo mannò ffora a li popoli st'editto: - Io so' io, e vvoi nun zete un cazzo, sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto: pozzo vénneve a ttutti a un tant'er mazzo: Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo, ché la vita e la robba Io ve l'affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo o dde Papa, o dde Re, o dd'Imperatore, quello nun po' avé mmai vosce in capitolo -.
Co st'editto annò er boja pe ccuriero, interroganno tutti in zur tenore; e, arisposero tutti: È vvero, è vvero. (Giuseppe Gioacchino Belli, Li soprani der monno vecchio)

GABRIEL GARCÌA MÁRQUEZ

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“A volte arrivava in ufficio senza aver dormito, con i capelli ingarbugliati d’amore …” (Gabriel García Márquez, L’amore ai tempi del colera, p. 77).
“Ansioso di contagiala con la sua stessa follia, le mandava versi da miniaturista incisi con la punta di uno spillo sui petali delle camelie”. (Ibid., p. 78).
“ … la rabbia coltivata con tanto amore per molti giorni si sedò improvvisamente” (Ibid., p. 133).

“ … gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce ma che la vita li obbliga ancora molte altre volte a partorirsi da loro stessi” (Ibid., p. 175).
“…non esisteva nessuno con maggior senso pratico, né tagliapietre più ostinati né gerenti più lucidi e pericolosi dei poeti” (Ibid., p. 178).
“… matrimonio: un’invenzione assurda che solo poteva esistere per la grazia infinita di Dio. Era contro qualsiasi ragione scientifica che due persone che si erano appena conosciute, senza nessuna parentela fra loro, con caratteri diversi, con culture diverse, e persi…

AI PAMPINI CHE NON FIORIRONO, AL CALICANTO CHE NON SBOCCIÒ 1

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Il 25 aprile dell’A.D. 1431 il nobiluomo veneziano Pietro Querini, membro del Maggior Consiglio della Serenissima Repubblica di Venezia, signore dell’isola di Candia (Creta), dei feudi di Castel Termini e Dafnes, con i suoi luogotenenti Nicolò de Michele, patrizio veneto, e Cristofalo Fioravante, comito, salpò dall’isola di Candia a bordo della Querina (una caracca veneziana), con sessantotto uomini di equipaggio provenienti dai quattro angoli del mondo e tutti esperti marinai, e con un carico di 800 barili di Malvasia, spezie provenienti dalle Indie e dall’Africa, cotone, cera, allume di rocca e altre mercanzie per un totale di circa 500 tonnellate di stivaggio, alla volta delle Fiandre. Era un viaggio per mare lungo una rotta battuta da naviganti spagnoli, portoghesi, genovesi e veneziani che comprendeva circa metà della navigazione nell’oceano Atlantico, ma si trattava di una navigazione sottocosta, bordeggiando, con la terra sempre in vista, soltanto chi si avventurava verso le Can…