Post

Visualizzazione dei post da 2014

LA JOIE DE VIVRE

Immagine
“ … e poi ci troveremo come le star a bere del whisky al roxy bar o forse non c'incontreremo mai ognuno a rincorrere i suoi guai ognuno col suo viaggio ognuno diverso e ognuno in fondo perso dentro i cazzi suoi”. (Vasco Rossi, Vita spericolata, in Bollicine, 1983).




Grazie … grazie a tutti … amici … nemici … indifferenti … a chi si affaccia su questo blog per la prima volta … a chi mi frequenta da tempo … a chi viene saltuariamente … a chi passa di tanto in tanto per salutare … a chi passa con orma leggera e non lascia (quasi) traccia della sua presenza … a chi guarda solo le figure, ascolta solo la musica, legge un po’ qua e la … a chi si porta via qualche immagine perché gli è piaciuta … a chi si porta via qualche idea … a chi si porta via un sentimento … a chi se n’è andato perché aveva altro da fare … altro da leggere … altro da pensare … ha trovato un modo migliore di impiegare il tempo … a chi non era più in sintonia … a chi è sparito semplicemente dall’oggi al domani …  scomparso … e…

MISREAD

Immagine
“Si scrive per popolare il deserto... per non morire... per essere ricordati e per ricordare... anche per dimenticare... anche per esser felici... per far testamento... per giocare... per scongiurare, per evocare... per battezzare le cose... per surrogare la vita, per viverne un'altra... per persuadere e amorosamente sedurre... per profetizzare... per rendere verosimile la realtà... Tante sono, suppergiù, le ragioni per scrivere. Una di più, ma forse una di meno (non ho contato bene), delle ragioni per tacere”.
(Gesualdo Bufalino, Le ragioni dello scrivere).



"Ce qui se passe dans le domaine de l'écriture n'est-il pas dénué de valeur si cela reste «esthétique», anodin, dépourvu de sanction, s'il n'y a rien, dans le fait d'écrire une œuvre, qui soit un équivalent de ce qu'est pour le torero la corne acérée du taureau, qui seule – en raison de la menace matérielle qu'elle recèle – confère une réalité humaine à son art, l'empêche d'être autre chose que gr…

L'ARTE DI ANNACARSI

Immagine
Non esiste un termine in italiano che possa essere il corrispettivo senza resto del siciliano “annacarsi”, se dovessi tradurlo in maniera letterale (ma tenete presente che questa traduzione copre in minima parte l’espansione significante di questa parola), visto che “naca” vuol dire culla e che questa è senza dubbio la sua prima radice e il suo significato originario, userei il verbo cullare. Ma il termine non viene applicato solo al dondolio dell’infante nella culla o fra le braccia della mamma, pure la donna che ancheggia, si dimena, sculetta e si dondola, si sta “annacando”; e potete star certi che la donna siciliana può essere davvero un’artista nel modo di annacarsi. Ma anche l’uomo che si atteggia, si comporta in maniera affettata, si muove dinoccolandosi, si sta “annacando”; avete presente la camminata di Matteo Renzi da quando è premier, a metà strada fra Tony Manero nella Febbre del sabato sera e Alberto Sordi a Saint Tropez quando fa il “saltino”? In tutti gli ambiti, dal poli…